SOLI

di Sarah Sammartino

regia di Riccardo Sinibaldi con la collaborazione di Sarah Sammartino

con Paolo Giovannucci, Giuditta Pascucci, Sarah Samartino, Riccardo Sinibaldi

 

In un luogo futuribile, un uomo dal carattere freddo e una donna ipersensibile gestiscono un centro dove si può affittare affetto. L’affetto a pagamento, infatti, è il più puro che si possa ricevere perché non condizionato da alcuna implicazione, e viene proposto come pratica spirituale. È usato per assistere le persone, per incoraggiarle a risorgere dopo perdite e traumi relazionali, per aiutarle a ritrovarsi, per insegnargli come amare meglio e in modo più autonomo. Ogni cosa però viene capitalizzata e corrotta, ridotta a mera operazione di marketing per creare profitto, e l’individualismo è venduto come saggezza.

Abbiamo un uomo, Andrea, che crede fermamente in ciò che fa, da un punto di vista teorico, ma poi non è capace di essere intimo con i suoi clienti e una donna, Donna, che ha il cuore spezzato e proprio per questo ha deciso di prendersi cura dell’affettività degli altri. Insieme incontrano una piccola rosa di clienti che cercano consolazione: il Signor Chiari sta divorziando, la Signora Falk ha da poco perso il marito, mentre Antonio è un ragazzo figlio della nostra epoca ipertecnologica, che non riesce a stare a proprio agio con il suo corpo.

Le sedute cambiano il destino dei personaggi e la razionalità del progetto fallisce di fronte alla complessità e alla fame d’amore del cuore umano di ciascuno.